MakarovicDa un anno il movimento Save Sammezzano è promosso nel mondo da un marchio tutto grossetano Ne è autore Enrico Makarovic, studente del Polo Luciano Bianciardi Da ormai un anno il Castello di Sammezzano, luogo affascinante ma opera fragile e delicata, oggetto di una importante campagna di sensibilizzazione mirata a garantirne la sopravvivenza a cura del team operativo del movimento Save Sammezzano, si avvale di un ulteriormente strumenti di promozione nel mondo, lo splendido marchio realizzato dallo studente grossetano, Enrico Makarovic, sotto la supervisione della docente Donatella Bonaccorsi. L’immagine che lui ha creato è stata il veicolo delle campagne promosse per far conoscere il monumento al mondo intero e per la campagna del censimento FAI - Fondo Ambiente Italiano - "i luoghi del cuore", in cui Sammezzano è arrivato primo in classifica. Uno studente che frequenta oggi il quarto anno del Tecnico della grafica e comunicazione al Polo Bianciardi di Grosseto, dinamico, versatile, che ama le arti marziali miste, ma che si è dimostrato attento e sensibile ai beni culturali che lo circondano, tanto che ci ha raccontato: “Credo che Sammezzano sia uno dei castelli più particolari che abbia mai visto. Sicuramente uno dei più affascinanti e colorati. E’ fondamentale conservarlo e proteggerlo, per questo ho partecipato con slancio al concorso che era stato indetto per il logo. Sono soddisfatto del mio lavoro, che è un marchio in sé semplice, ma allo stesso tempo articolato: mostra per metà ciò che il castello è in facciata, mentre nell’altra metà, a destra, vediamo la bellezza dei colori che si possono ammirare al suo interno.”  Il suo marchio è ormai famoso in tutto il mondo e per questo ha ricevuto gli elogi e apprezzamenti dal team operativo del movimento Save Sammezzano. Il castello si trova nell’omonima località nei pressi di Leccio, nel comune di Reggello in provincia di Firenze. Costruito sulla sommità di una collina, nel IX secolo svolgeva il ruolo di fortezza medievale e pare che abbia ospitato addirittura il re dei Franchi Carlo Magno. Nel corso dei secoli la proprietà del Castello passò tra le mani di alcune delle famiglie nobili fiorentine:

i Gualtierotti, gli Altoviti e infine i Medici. Nel 1605 il Castello venne acquistato dal nobile portoghese Sebastiano di Tommaso Ximenes d’Aragona, unito in matrimonio con Caterina de’ Medici (figlia di Raffaello de’ Medici). La tenuta rimase in loro possesso fino al 1816, anno di morte dell’ultimo erede maschio diretto, Ferdinando. Per rescritto granducale il nome, lo stemma e i titoli della famiglia Ximenes passarono a Pietro Leopoldo, figlio di Vittoria Ximenes d’Aragona e del nobile pistoiese Niccolò Panciatichi. Alla morte di Pietro Leopoldo i suoi beni passarono al figlio Ferdinando, tra cui anche il Castello di Sammezzano. Tra il 1842 ed il 1890 il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona stravolse completamente l’aspetto seicentesco del Castello, modificandone la struttura preesistente, sulla scia della corrente dell’ Orientalismo che in quegli anni divampava in Europa e che vide in Firenze uno dei principali centri. In circa quaranta anni il marchese progettò, finanziò e fece realizzare il parco e il castello di Sammezzano, che è il più importante esempio di architettura orientalista in Italia. Tutti i mattoni, gli stucchi, le piastrelle furono realizzate “in loco” con mano d’opera locale adeguatamente istruita. Ferdinando iniziò a modificare la struttura esistente e realizzare nuove sale: la Sala d’ingresso nel 1853, nel 1862 il Corridoio delle Stalattiti, la Sala da Ballo nel 1867 fino alla Torre centrale che riporta scolpita la data del 1889. Nel corso del 1878 Sammezzano ospitò anche il re d’ItaliaUmberto I. Oggi il Castello appartiene ad una società italo – inglese (Sammezzano Castle Srl) che l’acquistò all’asta oltre 15 anni fa e vi avvio alcuni urgenti lavori di restauro. Purtroppo però tale società non realizzò mai l’ambizioso piano di recupero e valorizzazione che aveva presentato per farne un grande resort di lusso e conseguentemente il Castello è stato lasciato in sostanziale stato di decadimento, rimanendolo per tantissimi anni. L’ultima tappa di questo percorso drammatico ha visto il castello andare all’asta giudiziaria per ripagare i debiti della Sammezzano Castel Srl: la base d’asta per potersi impossessare del maniero è partita da 22 milioni di euro per la prima asta che era stata fissata per il 20 ottobre 2015 e che è stata rimandata a causa della mancanza di offerte. Il 27 ottobre si è tenuta la seconda asta con una base di 20 milioni di euro, anche a questa seconda asta però non si è presentato alcun compratore. L’ asta che si sarebbe dovuta tenere il 24 di maggio 2016 (per 15 milioni di euro) è stata sospesa in quanto pare che un nuovo soggetto abbia acquistato i debiti che la Sammezzano Castle Srl aveva nei confronti di svariati creditori. Essendo un bene privato, le istituzioni comunali, regionali e statali non hanno avviato alcun genere di intervento per tutelarlo e/o valorizzarlo. Purtroppo negli anni la situazione della struttura è andata aggravandosi, porte e finestre sono state nuovamente danneggiate e gli atti vandalici sono aumentati di giorno in giorno rendendo il castello e il parco circostante vittima di numerosi furti. Quindi è sempre più urgente intervenire a sua tutela e il marchio di Enrico Makarovic ha dato un efficace contributo in tal senso Per maggiori informazioni, consultare il link  http://www.savesammezzano.com/contest/

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